Assicurazione e tutela legale in Italia

Assicurazione e tutela legale in Italia

Assicurazione e tutela legale in Italia

È in costante crescita l’assicurazione di tutela legale in Italia.
Negli ultimi 20 anni è praticamente triplicata, dando una certezza in più per liberi professionisti ed imprenditori, che usufruiscono di polizze che rimborsano il costo dell’avvocato nel caso in cui l’assistito dovesse essere coinvolto in una causa legale.

Secondo alcuni dati, la compagnia del gruppo Generali Italia specializzata in questo tipo di polizze, ha aumentato la raccolta premi da 126 a 417 milioni di euro. Un aumento importante.

Sono varie le eventualità in cui si possa intervenire con le polizze assicurative legali come ad esempio cause di lavoro, incidenti stradali, liti condominiali o truffe nell’acquisto di prodotti e servizi.

Spesso sono polizze che includono anche i familiari, se menzionati al momento della sottoscrizione.

Nonostante in Italia è più che raddoppiata la loro diffusione rimaniamo sempre nel fanalino di coda poiché siamo dietro a la gran parte di Europa. Al primo posto troviamo la Germania dove una famiglia su due ha sottoscritto una polizza di tutela legale per un totale di 3,4 miliardi di Euro.

Nel caso di spese legali sarà l’assicurazione ad occuparsene, anche se come primo step la compagnia tenta sempre la soluzione “amichevole”.

L’associazione Altroconsumo nel 2016 ha realizzato un approfondimento sugli strumenti utilizzati, rivelando che le compagnie non prevedono tutele in caso di controversie sorte in seguito alla compravendita e la costruzione di immobili. Eventualità molto ricorrenti nel nostro Paese.

Poca copertura hanno anche le cause di diritto di famiglia, come i divorzi, le separazioni e le successioni.

Un’ attenzione particolare bisogna darla ai tempi, in quanto l’errore più comune è quello di informare la propria compagnia nel momento in cui arriva la lettera dell’avvocato della controparte. In realtà, la maggior parte delle polizze prevedono che la compagnia vada avvertita entro e non oltre 3 giorni dall’accaduto.

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