Cyberbullismo, Instagram la piattaforma peggiore

Cyberbullismo, Instagram la piattaforma peggiore

Cyberbullismo, Instagram la piattaforma peggiore

Ci troviamo di nuovo a discutere di social network e cyberbullismo.

Nel Regno Unito è stata svolta un’indagine su 1479 giovani tra i 14 e i 24 anni, da parte della Royal Society for Public Health e dello Young Health Movement, che ha decretato Instagram come peggiore piattaforma social per la salute mentale. Colpa degli innumerevoli hashtag, con cui la piattaforma si caratterizza, che spesso e volentieri creano nicchie di contenuti problematici.

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La piattaforma di Kevin Systrom è un po’ contraddittoria, perché se in base all’espressività ed alla promozione della propria identità è tra i primi posti, è stata indicata la peggiore in termini di effetti sulla salute e sul benessere psicologico. Si dice infatti che la Fomo, “fear of missing out”, nasce proprio con Instagram poiché si tratta della sindrome di esclusione che coinvolge le persone quando sono disconnesse e non possono seguire costantemente gli aggiornamenti che compaiono in bacheca.

All’ultimo posto di questa mini classifica, che comprende anche Facebook, Snapchat e Twitter, troviamo Youtube che non creerebbe problemi legati all’aspetto emotivo o alla consapevolezza di sè.

Si comincia a discutere se sia il caso o meno di educare all’uso dei social network nel corso delle lezioni scolastiche, poiché diventa sempre più pericoloso soprattutto per i più giovani.

“Mantenere Instagram un posto sicuro, dove le persone si sentono a proprio agio nell’esprimere se stesse, è la nostra massima priorità, specialmente quando si parla di giovani – spiega  Michelle Napchan, capo delle policy dell’applicazione per Europa, Nord Africa e Medio Oriente – ogni giorno persone da ogni parte del mondo usano Instagram per condividere le loro problematiche mentali e ottengono supporto dalla comunità. Vogliamo che chi ha questi problemi possa avere accesso al supporto sulla piattaforma quando ne ha bisogno. Per questo lavoriamo con gli esperti per mettere a punto gli strumenti e le informazioni più adatte”.

 

Come se non fosse abbastanza, Instagram è stata oggetto di un’altra classifica e risulta essere il social network più utilizzato per diffondere commenti offensivi e dove è più facile finire vittima di cyberbullismo. I risultati di uno studio condotto da Ditch the Label suggeriscono che i social caricano i giovani d’ansia, per esempio il 40% degli intervistati d’età compresa tra i 12 e i 20 anni, dichiara di vivere male il fatto di non ricevere alcun “like” ai loro post o selfie. Per quanto riguarda il bullismo, il 70% ammette di essere stato offensivo, mentre il 17% di essere stato vittima di bullismo. Il fenomeno quindi è più che diffuso ed internet diventa sempre di più terra di nessuno.

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