Le PA tornano in ufficio!

Dopo oltre un anno e mezzo dall’inizio della pandemia, i dipendenti della PA tornano in ufficio; a sancirlo il DPCM firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, in accordo con il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta.

Questo provvedimento interesserà circa 3 milioni e 200 mila persone, infatti “la modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni torna ad essere quella in presenza”.

Il ritorno negli uffici sarà graduale, in quanto si inizierà con “chi lavora agli sportelli, poi chi sta dietro agli sportelli, nel back office, ed in parallelo le amministrazioni centrali e periferiche”.

Lo Smart Working viene ridotto, ad un massimo del 15 % dei lavoratori PA.

Questo perché non può fungere da escamotage: il lavoro agile “non può essere usato allo scopo di eludere l’obbligo di Green Pass”.

Tutti i dipendenti, questo per PA e non, potranno ottenere quest’ultimo tramite:

– il certificato vaccinale,

– tamponi antigenici o molecolari negativi (validi per 48 o 72 ore),

– accertamento della guarigione da Covid-19 entro i sei mesi.

Verranno previste delle turnazioni se gli spazi dell’ufficio non dovessero permettere un’adeguata distanza interpersonale di sicurezza tra i lavoratori.

Inoltre, per quanto riguarda l’acceso al luogo di lavoro, sarà organizzato a slot.

La soluzione trovata è “una più ampia flessibilità degli orari di ingresso e di uscita”, anche per evitare assembramenti sui trasporti pubblici.

Il decreto firmato il 23 settembre 2021 sembra farci fare un tuffo nel passato, aprendo quello spiraglio di “normalità” che caratterizzava il mondo prima di Marzo 2020.

Tutte queste accortezze, procedure ed organizzazioni degli ambienti lavorativi saranno poi applicate a tutti i luoghi di lavoro, che siano uffici privati e non, industrie e locali.

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