La migrazione degli alberi

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La migrazione degli alberi

 

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Avevate mai sentito parlare della migrazione degli alberi? Ebbene, non solo gli animali, ma anche gli alberi migrano alla ricerca di acqua e di temperature più consone alla loro crescita.

Lo stupore di scienziati e ricercatori è che in America, gli alberi stanno sbagliando direzione, muovendosi verso ovest.

Negli ultimi 30 anni, infatti, gli ecologisti della Purdue University di West Lafayette Indiana hanno constatato questo cambiamento, individuando la causa al mutamento delle precipitazioni. Per questo motivo alcune specie di alberi della zona orientale degli Stati Uniti avrebbero iniziato un lento spostamento verso ovest, anziché verso i poli. La scelta della direzione ovest resta ancora di fatto un mistero, dato che nella risposta ai cambiamenti climatici ci si aspetterebbe una direzione lontana dai climi tropicali, per questo i poli.

Gli alberi si stanno spostando ad ovest “più velocemente di quanto si possa pensare”, raggiungendo una velocità di 15,4 chilometri per decennio, mentre quelli che ancora proseguono il loro percorso verso nord si sono spostati “solo”11 chilometri per decennio.

Il professor Songlin Fei spiega che è ancora molto complesso determinare il reale motivo di questi spostamenti, ma che comunque ci sono molti fattori da valutare. Fra questi, oltre le piogge, l’interazione uomo-natura, con l’insediamento di molti residenti in quelle aree dal 1920 in poi, il diffondersi dei parassiti, la presenza di incendi ed altre conseguenze che possono influire sulla vita delle piante, considerando soprattutto che “si danno alla fuga” gli alberi più giovani

La certezza sta nell’aspetto diverso che le foreste di oggi hanno in confronto a quello di 20 o 30 anni fa.

Ovviamente c’è anche da spiegare in cosa consiste la migrazione degli alberi, perché è difficile pensare che possano camminare con le proprie radici, però spostano gradualmente i loro centri abitati a seconda delle condizioni migliori. Infatti i giovani alberi cominciano a nascere, e quindi migrare sempre più ad ovest, lasciando morire le colonie più anziane ed abbandonando le terre dell’est.

“Le conifere vanno a nord, gli altri a ovest: ci sarà una frattura a est. Se diverse specie migrano in direzioni opposte, la comunità potrebbe iniziare a crollare. E’ un po’ come vedere la fine di un gruppo di amici che si dividono per andare in diverse Università. Dobbiamo continuare a monitorarli”.

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