Nuove scoperte nella città Eterna

Nuove scoperte nella città Eterna

Nuove scoperte nella città Eterna

Periodo di scoperte questo, in cui grazie alla lunga realizzazione della linea C della metropolitana di Roma sono iniziati diversi scavi che hanno portato a molte ed importanti scoperte, come quella di poco tempo fa di nove antichi pozzi romani, a distanza di 45 metri l’uno dall’altro, foderati di tufo.
Proprio di fronte al nuovissimo punto vendita di Esselunga sulla Prenestina sono riaffiorati circa 500 metri di acquedotto, grazie al lavoro degli archeologi della Soprintendenza guidata da Francesco Prosperetti.

Si tratterebbe del medesimo acquedotto Appio, rinvenuto a 17 metri di profondità nelle viscere del Celio, che fa parte di un quadrilatero che si sviluppa tra le vie Prenestina, Valente, Collatina e Palmiro Togliatti, da sempre conosciuto come “Cappellette”, come confermano il sovrintendente alla zona Stefano Musco e l’archeologa agli scavi Federica Zabotti. La scoperta dell’acquedotto è arrivata con lo scavo del pozzo più ad est, vicino Viale Palmiro Togliatti, ed insieme a questo sono state rinvenute anche molte anfore, segno che la zona era frequentata fino in epoca tardo antica.

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Gli speleologi sono riusciti a percorrere circa 26 metri sia in direzione ovest che est all’interno dello speco, ossia il canale dove originariamente scorreva l’acqua, scavato nel tufo della collina, alto 2 metri e largo 90 centimetri.

La scoperta porta con sé anche un po’ di mistero perché il responsabile delle acque ai tempi di Traiano, Frontino, segnala solamente due acquedotti nel suo De Aquaeductu Urbis Romae, quello dell’Aqua Appia e quello dell’Aqua Appia Augusta. Le murature dei pozzi sembrano di epoca augustea ed è per questo che si pensa siano stati costruiti su un precedente acquedotto, proprio quello Appio.

Ma non è finita qui, perché nella zona sono stati rinvenuti anche due mausolei, nel parco del nuovo Prampolini. Sono due sepolcri del IV secolo a.C., ed aiutati dalle nuove tecnologie, con una sonda-telecamera, gli addetti sono riusciti ad arrivare al luogo della sepoltura di una donna. La tomba risulta essere foderata di marmi e sul suolo si è ritrovata della Porpora di Tiro, che allora si usava per le vesti delle famiglie patrizie vicine all’imperatore.

Insomma, come ci si aspettava, più si scava più si scopre..chissà quali altri spaccati di storia romana antica ci regalerà la nostra città eterna..

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