Responsabilità sociale d’impresa: cos’è?

La Responsabilità sociale d’impresa (RSI) è la volontà (o talvolta, “l’obbligo”) da parte delle aziende di occuparsi e di gestire efficacemente le problematiche di impatto sociale/etico e del territorio in cui si trovano ad operare. Si tratta di aziende impegnate in iniziative di responsabilità sociale, attente ai valori e pronte a contribuire al benessere delle risorse umane e dell’ambiente esterno.

Ma quali sono le motivazioni che spingono le aziende ad intraprendere attività di Responsabilità sociale d’impresa?

Tra le motivazioni più frequenti ci sono: comprendere e contribuire allo sviluppo della sostenibilità e alle opportunità connesse di business; essere responsabili verso le generazioni future, creando valore condiviso e bene comune; migliorare i rapporti con le realtà locali del territorio, comprendendone le trasformazioni e le esigenze; riformare l’impresa tradizionale ed il business model in termini di etica, responsabilità  e sostenibilità senza rinunciare ad efficienza e profittabilità. Gli obiettivi più frequenti sono: l’attenzione al territorio e alle comunità che lo vivono; la riduzione dell’impatto ambientale (ad es. spese energetiche e raccolta dei rifiuti); la volontà di coinvolgere maggiormente i dipendenti e supportare la cultura aziendale.

Ma qual è l’altra faccia della medaglia? Per “essere green” alcune aziende pensano che basti far finta di dimostrare un attaccamento all’ambiente e al pianeta; essere (falsamente) eco-friendly per guadagnarsi una buona reputazione e immagine aziendale. Questo fenomeno è conosciuto come greenwashing. Questa pratica ingannevole viene usata come strategia di marketing per dimostrare un finto impegno nei confronti dell’ambiente attraverso campagne pubblicitarie ed iniziative sociali. L’obiettivo è catturare l’attenzione dei consumatori attenti alla sostenibilità, di valorizzare l’immagine dell’impresa e di ottenere benefici in termini di fatturato.

In Italia l’importanza della RSI è in rapida crescita; l’impegno aziendale a tal proposito varia molto da un settore all’altro: gli investimenti maggiori infatti sono nel settore chimico, meccanico,  automobilistico, finanziario, del commercio, elettronica/informatica/telecomunicazioni. Inoltre, l’incidenza dell’impegno in attività di RSI è maggiore tra le aziende quotate in Borsa.

Le PMI, che in Italia rappresentano il pilastro fondamentale e caratteristico della struttura economica, non hanno l’obbligo di intraprendere azioni di RSI ma, dato che le normative stanno cambiando e che la sensibilità verso certe tematiche va ampliandosi, sempre più aziende decidono di darsi da fare in tal senso.

Non può essere esaustiva alcuna analisi limitandosi all’ambito delle grandi imprese, escludendo la parte numericamente più larga e “culturalmente” rilevante del panorama aziendale italiano. Tra gli strumenti più adottati e le attività più espletate ci sono: i programmi diretti ai dipendenti e l’adozione di codici di condotta; l’adozione di sistemi di gestione e produzione certificata per la Qualità, l’Ambiente e la Sicurezza; l’attività di comunicazione. Poche aziende invece stanno adottando Bilanci Sociali, Ambientali e di Sostenibilità, prevedendo costi, tempo a disposizione e strumenti alla quale non tutte le PMI hanno accesso.

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